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Mar 6 2019

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Diritto

Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale

Negli ultimi anni si è verificato un progressivo proliferare di varie tipologie di contratti atipici o speciali che hanno, di fatto, sancito la precarizzazione del rapporto di lavoro, soprattutto per i lavoratori più giovani; spesso, però, sotto la veste formale dei contratti di lavoro parasubordinato o addirittura autonomo, si celano veri e propri contratti di lavoro subordinato, presentando i caratteri tipici di questultimo, vale a dire: losservanza di un orario di lavoro, lassenza del rischio dimpresa, la natura della prestazione, la sottoposizione al potere direttivo – disciplinare, la continuità della prestazione, la predeterminazione della retribuzione, linserzione del lavoratore nellorganizzazione produttiva.

Lo studio dellAvvocato Garofalo offre consulenza ed assistenza legale nelle questioni riguardanti le varie tipologie contrattuali attualmente vigenti, ivi comprese quelle introdotte dalla cosiddetta riforma Biagi&, vale a dire: il contratto dinserimento (già contratto di formazione e lavoro), di apprendistato, di lavoro a tempo parziale (o part-time), di somministrazione, di collaborazione a progetto (Co. Co. Pro.), di lavoro occasionale, di lavoro accessorio, di lavoro ripartito (detto anche job sharing), di lavoro intermittente o a chiamata (detto anche job on call), di lavoro dirigenziale, di lavoro societario, di lavoro nellimpresa familiare, di lavoro a domicilio, di lavoro marittimo ed aereo, di lavoro in agricoltura, di lavoro sportivo, di lavoro giornalistico, di lavoro nello spettacolo, di lavoro domestico.

Limpianto normativo dettato dalla predetta riforma Biagi& è stato modificato, a dire il vero, in senso notevolmente peggiorativo e disorganico.

Dapprima la cosiddetta riforma Fornero& ha inteso favorire linstaurazione di rapporti di lavoro più stabili, contrastando la reiterazione dei contratti a termine e delle altre tipologie di lavoro flessibile e labuso dei contratti di lavoro coordinato ed autonomo. Nel contempo detta riforma Fornero, nel tentativo di rendere maggiormente competitivo il mercato del lavoro, ha inciso sensibilmente sulla disciplina sanzionatoria dei licenziamenti individuali e collettivi, prevedendo inoltre lintroduzione di un procedimento giudiziario specifico per accelerare la definizione delle relative controversie, creando tuttavia grandissime difficoltà applicative.

Successivamente, il decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 23 in attuazione della legge n. 183 del 2014 (cosiddetto Jobs Act) ha introdotto un nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti che si applica ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato dopo lentrata in vigore del decreto (7 marzo 2015) e per i quali stabilisce una nuova disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi (per i lavoratori assunti prima dellentrata in vigore del decreto restano valide le norme precedenti). In realtà, non è stata istituita nessuna nuova tipologia di contratto a tempo indeterminato, ma si prevede solamente un indennizzo in favore del lavoratore che cresce con laumentare dellanzianità retributiva.

Per i licenziamenti discriminatori e nulli intimati in forma orale resta la reintegrazione nel posto di lavoro così come previsto per tutti i lavoratori.

Per i licenziamenti disciplinari la reintegrazione resta solo per quella in cui sia accertata linsussistenza del fatto materiale contestato&.

Negli altri casi in cui si accerti che non ricorrano gli estremi del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, ovvero i cosiddetti licenziamenti ingiustificati&, viene introdotta una tutela risarcitoria certa, commisurata allanzianità di servizio e, quindi, sottratta alla discrezionalità del giudice.

La regola applicabile ai nuovi licenziamenti è quella del risarcimento in misura pari a due mensilità per ogni anno di anzianità di servizio, con un minimo di 4 ed un massimo di 24 mesi.

Per evitare di andare in giudizio si potrà fare ricorso alla nuova conciliazione facoltativa incentivata. In questo caso, il datore di lavoro offre una somma esente da imposizione fiscale e contributiva pari ad un mese per ogni anno di servizio, non inferiore a due e sino ad un massimo di diciotto mensilità. Con laccettazione il lavoratore rinuncia alla causa.

Per i licenziamenti collettivi il decreto stabilisce che, in caso di violazione delle procedure (art. 4, comma 12, legge 223/1991) o dei criteri di scelta (art. 5, comma 1), si applica sempre il regime dellindennizzo monetario che vale per gli individuali (da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mensilità). In caso di licenziamento collettivo intimato senza losservanza della forma scritta la sanzione resta quella della reintegrazione, così come previsto per i licenziamenti individuali.

Per le piccole imprese la reintegra resta solo per i casi di licenziamenti nulli e discriminatori e intimati in forma orale. Negli altri casi di licenziamenti ingiustificati è prevista unindennità crescente di una mensilità per anno di servizio con un minimo di 2 e un massimo di 6 mensilità.

La nuova disciplina si applica anche ai sindacati ed ai partiti politici.

A seguito dellentrata in vigore del d.lgs. n. 81/2015, attuativo del Jobs Act, non possono essere più stipulati contratti di job sharing, di associazione in partecipazione e di collaborazione coordinata e continuativa a progetto.

Rimangono invece stipulabili, oltre ovviamente ai contratti a tempo indeterminato, quelli a tempo determinato, a chiamata, a tempo parziale, di somministrazione di lavoro, di apprendistato, di collaborazione coordinata e continuativa e accessori (con voucher).

Ad eccezione del contratto a chiamata, che rimane pressoché invariato, tutte le altre tipologie contrattuali hanno, tuttavia, subito delle modifiche che ne hanno reso sensibilmente diversa la disciplina.

Inoltre, lo studio si occupa delle problematiche inerenti al rapporto di pubblico impiego, così come disciplinato successivamente alla cosiddetta privatizzazione del pubblico impiego.

Lattività professionale dello studio ha approfondito le tematiche processuali più delicate del Diritto del Lavoro come il demansionamento, il mobbing, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, limpugnazione dei licenziamenti privi di giusta causa o di giustificato motivo, la tutela dei lavoratori disabili, il recupero dei crediti retributivi, anche attraverso lammissione al passivo fallimentare della società datrice di lavoro, il risarcimento del danno derivante da omissione contributiva del datore di lavoro, i congedi parentali.

Nellambito del Diritto della Previdenza Sociale, invece, lo studio si occupa dei procedimenti per lottenimento degli assegni e delle pensioni dinvalidità, di inabilità e dellindennità di accompagnamento, dellassegno sociale, dellassegno per il nucleo familiare; in generale, lo studio tutela i diritti dei pensionati siano essi ex dipendenti del pubblico impiego e delle aziende private, ovvero ex lavoratori autonomi verificando, anche con la collaborazione del Consulente del Lavoro, che non vi siano illegittime decurtazioni degli importi delle pensioni dirette, indirette e di reversibilità spettanti allavente diritto, con limpugnazione delle azioni di recupero dellindebito percepito in buona fede dal pensionato.


Written by PHAMACY


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